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martedì 4 gennaio 2011

"Leviatano"


Come molti sapranno, il Leviatano è la biblica creatura che viveva nei mari, un mostro creato da Dio. Tale figura mistica viene fatta riemergere nel famosissimo romanzo Moby Dick, dove, a vestire i panni del mostro marino, troviamo la "balena bianca", in realtà, dalla descrizione corrispondente, si rivela essere un capodoglio. Bibbia e miti a parte, pare che una simile creatura sia davvero esistita. Si tratta di un cetaceo, quindi di un mammifero marino, oggi estinto e che dominò i mari della terra circa 13 milioni di anni fa. Le dimensioni davvero ragguardevoli, sebbene non superassino quelle dell'attualmente vivente balenottera azzurra ( l'animale vivente più grande mai esistito sulla terra), lo rendevano un formidabile predatore capace di cibarsi addirittura di altri cetacei di medie dimensioni. A renderlo un predatore così micidiale, oltre che le notevoli dimensioni, erano il possente capo, lungo circa 3 metri, che portava una bocca armata di robusti ed appuntiti denti conici di oltre 35 cm. Probabilmente era un cacciatore solitario. La lunghezza di questo possente animale si pensa potesse superare i 15 metri, più o meno quanto agli odierni capodogli, suoi lontani cugini. Il nome attribuito dagli scienziati a questa creatura degli abissi non poteva che essere Lyviatan melvillei, in onore al biblico mostro ed a Herman Melville, autore del celebre romanzo Moby Dick.

In foto, a sinistra una ricostruzione grafica di questo colosso dei mari che attacca una balena, a destra le parti fossili ritrovate del cranio dell'animale ed alcuni denti. Viene messa in evidenza la proporzione corporea tra un essere umano ed il gigantesco cranio dell'animale.

venerdì 30 luglio 2010

Globicefali


Gli esemplari appartenenti a questa specie (Globicephala melas) sono comunemente conosciuti con il nome di Balene pilota; tuttavia appartengono alla stessa famiglia dei delfini ed il nome è dovuto al fatto che il comportamento di questi cetacei odontoceti è più simile a quello delle balene che a quello dei delfini. Sono individui sociali e formano gruppi che possono comprendere molti individui. Gli esemplari maschi possono raggiungere un massimo di 7 metri di lunghezza per le 2 tonnellate di peso, mentre le femmine sono più piccole. Possiedono denti robusti e la loro dieta è a base soprattutto di calamari. Sono animali molto longevi, potendo superare i 50 anni di età. La colorazione va dal nero al grigio-bruno tranne che per la parte ventrale dove è presente una macchia bianca che ricorda la forma di un' ancora. Questo cetaceo predilige le acque temperate e subtropicali. E' presente nel Mediterraneo. I piccoli alla nascita misurano 1,7 metri circa e pesano tra gli 80 e i 100 Kg. Ogni anno alle Isole Feroe, in Danimarca, viene compiuta una vera e propria mattanza di questi cetacei, dopo che sono stati condotti in acque basse. Proprio per il fatto che sono animali sociali e dall'indole pacifica, il loro sterminio da parte dei pescatori risulta estremamente facile. I pescatori locali giustificano questo massacro dicendo che si tratta semplicemente di un' antica tradizione e che la morte degli animali avviene in modo rapido e quasi indolore, ma non pare proprio così...anzi, spesso, gli animali, prima di morire, vanno incontro ad una lenta e assai dolorosa agonia. 

In foto Globicefali dopo il massacro in Danimarca.

sabato 21 novembre 2009

Delfini


E' senza dubbio il mammifero marino più conosciuto. La parola Delfino indica in realtà non una precisa specie di mammifero marino, ma una categoria di cetacei simili nella forma. Molti associano alla parola delfino l'immagine del famoso Flipper, che è un Tursiope (Tursiops truncatus). In realtà, spesso in ambiente naturale ci si può trovare davanti ad altri cetacei, di forma simile ma, ovviamente, di specie diversa. Ad esempio possiamo incontrare la Stenella striata (Stenella coeruleoalba) o il Delfino comune (Delphinus delphis), entrambi presenti nel Mediterraneo. E' opportuno, a questo punto, precisare la distinzione tra delfini e balene, entrambi cetacei, ma con sostanziali differenze morfologiche e comportamentali. I "delfini" sono cetacei Odontoceti (dotati di denti), mentre le "balene" cetacei Misticeti (dotate di fanoni).

I delfini hanno un corpo affusolato, adatto quindi ad un nuoto veloce. Sono animali carnivori e in base alla specie ci si può trovare davanti a specie ittiofaghe (si nutrono di pesci) o teutofaghe ( si nutrono di molluschi, come calamari e totani). La loro struttura sociale è assai complessa. I legami all'interno di ciascun gruppo sono molto forti e alcuni delfini posso rimanere assieme alla propria compagna per tutta la vita. Quando la femmina partorisce, la prima parte del nuovo nato ad uscire dal corpo materno è la coda. Questo è fondamentale per la sopravvivenza della nuova creatura, perché, in tal modo, il piccolo mantiene fino all'ultimo momento la testa dentro al corpo materno, riuscendo a respirare aria dal suo sfiatatoio, cosa che gli sarebbe impossibile se, invece, uscisse prima il capo, che rimarrebbe sommerso dall' acqua con il rischio di annegare, perché ricordiamo che i delfini non sono pesci, ma mammiferi e quindi come tali dotati di polmoni e con respirazione aerea. Non appena il piccolo delfino viene liberato nell'acqua, la madre subito lo spinge da sotto e lo mantiene in superficie per aiutarlo a respirare nei primi momenti di vita. Durante i primissimi anni della sua esistenza, il giovane delfino, passerà i suoi giorni accanto alla madre, che se ne prenderà cura fino a quando il piccolo avvertirà il bisogno di riprodursi. A questo punto sarà la madre stessa o le altre femmine del gruppo a cacciarlo via (anche violentemente) dal gruppo. Tale comportamento, anche se potrebbe sembrare crudele, in realtà è molto importante per la sopravvivenza della specie in quanto si evitano incroci tra consanguinei, che spesso risultano deleteri. Il delfino, a questo punto, dovrà trovare un altro gruppo ed unirsi ad una compagna, ma per fare ciò dovrà sfidare e vincere il maschio dominante del gruppo. Talvolta, per riuscire nell'impresa, può unirsi ad un compagno di vita ed affrontare il Delfino dominante (che è ovviamente un adulto) assieme, per avere maggiori possibilità di batterlo. Quando un delfino rimane senza la madre, questa può essere sostituita dalla "zia", che inizierà a produrre lei adesso il latte e a nutrire il piccolo.
Sui delfini ci sarebbe tanto da dire, ma qui mi sono limitato più che altro a trattare un della loro vita sociale.

Quella che vedete in foto è una Stenella striata (Stenella coeruleoalba) in una foto da me scattata alle Isole Eolie questa estate.