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sabato 10 aprile 2010

Rane velenose


Appartenenti al genere Dentrobates, questi anfibi vengono denominati rane-freccia poiché sono usati dai nativi della regione del Choco in Colombia per avvelenare i dardi delle loro cerbottane che utilizzano per cacciare uccelli e mammiferi. A questo genere appartengono 40 specie circa e i colori variano molto, da quelli meno sgargianti come il marroncino a quelli vivacissimi caratteristici dei luoghi tropicali. Sono originari del Centro America e il loro habitat è la foresta pluviale. La pelle di questi anfibi è in grado di secernere la più potente tossina del regno animale, ovvero la Batracotossina, che in dosi piccolissime si rileva letale provocando paralisi muscolare seguita da un collasso cardiorespiratorio cui sopraggiunge la morte. Tuttavia, sembra che la tossicità della loro pelle sia dovuta alla loro alimentazione; infatti nel loro habitat naturale questi anfibi si nutrono di insetti velenosi accumulandone le tossine; pare infatti che rane allevate in cattività e nutrite con grilli, mosche, moscerini e altri insetti non velenosi risultino innocue! Alcune specie di queste rane sono oggi a rischio di estinzione a causa della distruzione del loro habitat.

venerdì 15 gennaio 2010

Missine


Ai Missiniformi appartengono vertebrati privi di mascelle. Le Missine sono animali marini dal corpo anguilliforme e sono, quindi, dotati di una bocca sprovvista di mascelle. La bocca ha una sorta di ventosa, dotata di sei corti tentacoli a funzione sensoriale e di una lingua raspante adatta a succhiare liquidi corporei di animali morti o moribondi. Questi organismi sono privi di occhi e presentano il corpo "nudo" e morbido. La posizione delle loro fessure branchiali è leggermente spostata in posizione caudale; ciò è un adattamento dell'animale per non rischiare di soffocare nel momento in cui si ciba. Lungo il corpo dell'animale sono presenti ghiandole mucose in grado di produrre una notevole quantità di muco molto vischioso, usato ad azione difensiva.  La famiglia delle Missinidi comprende ben 74 specie. Questa specie depone le uova a circa 50 metri di profondità. Non ha nessun valore commerciale.

sabato 19 dicembre 2009

Parassiti


Non sempre in natura è l'organismo più grosso a predare ed a cibarsi di quello più piccolo, non sempre è il più grande e forte ad avere la meglio, anzi, spesso è l'organismo più piccolo che si ciba di quello più grande...si tratta dei parassiti. Ne esistono davvero tantissimi, di tantissime specie e gruppi, acquatici e terrestri, ectoparassiti (parassiti della pelle) o endoparassiti (che parassitano dall'interno il corpo del loro sfortunato ospite). La maggior parte di loro, tuttavia, non tende ad uccidere la proprio vittima, ma a tenerla comunque in vita per continuarne e cibarsene. Alcuni crostacei sono parassiti e si stabiliscono all'interno della bocca di alcune specie di pesci, mangiandone la lingua e prendendone il posto. In tal modo sfruttano a loro favore ogni boccone che il pesce si procurerà in seguito. Pensate che c'è un tipo di parassita che induce i ratti ad arrendersi al loro nemico naturale, il gatto. In tal modo il parassita potrà trasferirsi all'interno del suo nuovo ospite per completare il ciclo vitale. Nell'uomo, uno dei casi sicuramente più conosciuti di parassitismo è quello causato dalla tenia (verme solitario), che si insedia nell'intestino. Tale organismo è in grado di vivere all'interno del nostro corpo fino a ben 18 anni, producendo diversi miliardi di uova.

In foto una tenia, endoparassita intestinale.

mercoledì 2 dicembre 2009

Sapete quale è l'animale che uccide più persone al mondo?


Sicuramente qualcuno di voi se lo sarà chiesto e molti avranno pensato immediatamente al temibile squalo bianco, ai leoni mangiatori di uomini dell'Africa o probabilmente a qualche serpente velenoso. In realtà, questi animali mietono le loro vittime ogni anno, è vero, ma nulla in confronto a tutte le vittime delle zanzare! Infatti è proprio la zanzara, o meglio alcuni generi di zanzare,  che troviamo al primo posto nella classifica dei "killer" di uomini, seguite solo, a grande distanza, dal cobra indiano, dalla vespa di mare e dallo squalo bianco. Le zanzare sono, infatti, insetti in grado di trasmettere facilmente all'uomo delle pericolose, e spesso letali, malattie infettive quali: malaria, febbre gialla, dengue (detta febbre "spacca-ossa") e filariosi linfatica (malattia parassitaria). Pensate, si calcola che nel mondo una zanzara uccida una persona ogni 12 secondi, l'equivalente di 2 milioni di morti all'anno!! Tuttavia, la zanzara non è il diretto responsabile di tutti questi decessi, essa è solamente un vettore, ovvero un'animale che porta con sé un determinato patogeno ed è in grado di trasferirlo all'uomo. Il patogeno trasportato dalla zanzara, in base alla malattia, può essere un plasmodio (malaria), un virus (caso della febbre gialla e del dengue) o un nematode parassita (filariosi linfatica). 

venerdì 27 novembre 2009

Lo sapevate che.....


Lo sapevate che sull'Himalaya esiste uno strano "fungo", metà larva e metà fungo? Già, proprio così, ed è anche molto ricercato e viene definito l' "oro dell'Himalaya". Si forma quando le spore fungine parassitano le larve delle falene, in particolar modo quelle di una sola specie, e se ne cibano mangiandole dall'interno. Tuttavia, solitamente, pare che il fungo non uccida quasi mai la larva, ma che si crei piuttosto una relazione in cui i due organismi coesistono pacificamente. Tale "organismo", Cordyceps sinensis, è usato in medicina poiché si dice che rinforzi virilità e salute. E' stato considerato per secoli rimedio universale contro il mal di reni, per curare alcune patologie del cuore e dei polmoni (come ad esempio l'asma). Viene impiegato anche contro la tubercolosi e l'oppiomania. Ogni anno tutti i villaggi dell'altopiano dell'Himalaya si svuotano, gli uffici chiudono e persino i monasteri buddisti sembrano essere stati abbandonati: inizia la caccia al "fungo". Anche i bambini si mettono alla loro ricerca e spesso si rivelano più bravi degli adulti, poiché hanno una vista più acuta. Una volta raccolti, i funghi, vengono con cautela puliti dai raccoglitori tramite degli spazzolini da denti per togliere via la terra residua. Un esemplare fresco, in ottima qualità, raggiunge un valore di 2,80 euro, si può quindi immaginare l'importanza economica esercitata da una simile risorsa per i villaggi locali. Nelle farmacie di medicina tradizionale di Pechino, il Cordyceps sinensis, viene ritenuto un farmaco miracoloso, in grado di risolvere tutte le difficoltà della vita, gli scienziati, però, parlano solo di alimento sano, senza troppe qualità.

In foto Cordyceps sinensis.

sabato 21 novembre 2009

Leoni


Il leone (Panthera leo), dopo la tigre, è il più grande dei felini. Un tempo diffuso in un areale molto più ampio, oggi è invece presente esclusivamente in Africa. Il maschio di questa specie, oltre a possedere una stazza superiore a quella della femmina, ha anche un aspetto diverso; infatti, come differenza più vistosa rispetto ad una femmina, presenta una folta criniera. In natura, un leone vive mediamente 16 anni, mentre in cattività può vivere qualche anno in più. Ovviamente ha un' alimentazione carnivora e si nutre solitamente di medi e grandi mammiferi (zebre, antilopi, gnu etc...). In questa specie, la gestazione dura da poco più di 3 mesi fino ad un massimo di 4 e la cucciolata comprende solitamente da 1 a 4 cuccioli. Mentre il compito di cacciare spetta quasi esclusivamente alle femmine, i maschi si occupano della protezione del territorio e dei cuccioli da rivali di altri branchi. Sono stati regristrati, come in molti altri animali, casi di omosessualità, sia tra maschi che tra le femmine. Il leone nella simbologia esprime luminosità, caratteristica dell'energia celeste; inoltre è simbolo di regalità, essendo considerato il re degli gli animali. E' anche sinonimo di sapienza, potere e forza. Nella sua valenza negativa il leone simboleggia gli istinti non domati ed il desiderio sfrenato di entrare in possesso di tutto ciò che si desidera.

Qui nella foto un leone (a destra) con la sua leonessa (a sinistra).