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martedì 4 gennaio 2011

"Leviatano"


Come molti sapranno, il Leviatano è la biblica creatura che viveva nei mari, un mostro creato da Dio. Tale figura mistica viene fatta riemergere nel famosissimo romanzo Moby Dick, dove, a vestire i panni del mostro marino, troviamo la "balena bianca", in realtà, dalla descrizione corrispondente, si rivela essere un capodoglio. Bibbia e miti a parte, pare che una simile creatura sia davvero esistita. Si tratta di un cetaceo, quindi di un mammifero marino, oggi estinto e che dominò i mari della terra circa 13 milioni di anni fa. Le dimensioni davvero ragguardevoli, sebbene non superassino quelle dell'attualmente vivente balenottera azzurra ( l'animale vivente più grande mai esistito sulla terra), lo rendevano un formidabile predatore capace di cibarsi addirittura di altri cetacei di medie dimensioni. A renderlo un predatore così micidiale, oltre che le notevoli dimensioni, erano il possente capo, lungo circa 3 metri, che portava una bocca armata di robusti ed appuntiti denti conici di oltre 35 cm. Probabilmente era un cacciatore solitario. La lunghezza di questo possente animale si pensa potesse superare i 15 metri, più o meno quanto agli odierni capodogli, suoi lontani cugini. Il nome attribuito dagli scienziati a questa creatura degli abissi non poteva che essere Lyviatan melvillei, in onore al biblico mostro ed a Herman Melville, autore del celebre romanzo Moby Dick.

In foto, a sinistra una ricostruzione grafica di questo colosso dei mari che attacca una balena, a destra le parti fossili ritrovate del cranio dell'animale ed alcuni denti. Viene messa in evidenza la proporzione corporea tra un essere umano ed il gigantesco cranio dell'animale.

martedì 13 aprile 2010

La "vecchia tartaruga"


L' Archelone, il cui nome significa "vecchia tartaruga", è la tartaruga più grande che sia mai esistita. Oggi estinto, questo rettile nuotava nei mari della terra circa 74 milioni di anni fa (Cretaceo). Lo scheletro più grande appartenente a questa specie misurava 4 metri ed era largo 5! La sua testa possedeva un becco molto robusto e potente, utilizzato per cibarsi di calamari e crostacei vari. Questo rettile, a differenza di molti suoi parenti, non era in grado di ritirare gli arti e la testa nel guscio, per cui era facile preda di altri grandi rettili marini, come il Tylosaurus.

Nell'immagine rappresentazione dell'Archelone (Archelon ischyros)

giovedì 14 gennaio 2010

Tiktaalik: un pesce "umano"


Il ritrovamento del fossile di questo pesce, datato 375 milioni di anni fa (tardo Devoniano), ha suscitato un grandissimo scalpore poiché tale scoperta colma un anello mancante nella catena evolutiva della vita, esattamente l'anello che segna il passaggio dalla vita acquatica alla vita sulla terraferma. Il nome che gli è stato attribuito, Tiktaalik, vuol dire "grande pesce di acque poco profonde". Il fossile è stato rinvenuto tra le rocce delle isole Ellesmere (Canada). Questo particolare organismo è una forma transitoria tra un pesce e un anfibio e da alcuni è stato definito il "pesce con le mani" in quanto, per la prima volta, si riscontrano nei pesci articolazioni in grado di permettere una vita sulla terraferma. L'anatomia esterna del corpo è paragonabile a quella di un coccodrillo odierno, con un teschio piatto e gli occhi posti sulla sommità della testa. Le mascelle si presentano provviste di denti ben sviluppati ed affilati, adatti alla cattura di prede, come altri pesci. Questi animali potevano abbondantemente superare la lunghezza di 2 metri. Nonostante, come i pesci odierni, fosse dotato di scaglie e branchie, il Tiktaalik possedeva una cassa toracica più robusta rispetto a quella di altri pesci. Le costole sono simili a quelle dei primi tetrapodi.


In foto una ricostruzione di questo nostro lontanissimo parente, il Tiktaalik (Tiktaalik roseae).

martedì 29 dicembre 2009

I fossili


Sicuramente tutti ne abbiamo sentito parlare più e più volte, ma con il termine fossile a cosa ci si riferisce precisamente? La parola deriva dal greco ed il suo significato è: scavare. Per fossile si intende un resto di un organismo che è vissuto in una determinata era geologica precedente alla nostra. La fossilizzazione, che è il processo che subisce un organismo per diventare un fossile, è un processo che richiede milioni di anni. Ovviamente le parti che ci permangono di ogni organismo sono tutte quelle parti non soggette al processo di decomposizione quali: ossa, denti, conchiglie o il legno di alcune piante. Per un processo ottimale di fossilizzazione occorre che un organismo, una volta morto, venga sepolto nel più breve tempo possibile e possibilmente prima che inizi il processo di decomposizione. I fossili sono rinvenibili in rocce sedimentarie. Le rocce ignee sono invece prive di fossili. Tramite lo studio dei fossili si può risalire all'era geologica a cui appartengono. Da tali studi si è potuto sapere, infatti, che molti degli animali vissuti sulla terra 500 milioni di anni fa presentano caratteristiche molto simili a quelli attualmente viventi.

lunedì 7 dicembre 2009

Il Basilosauro


Questo mostro marino estinto era un cetaceo, così come lo sono le attuali balene e delfini e non un rettile marino come si riteneva una volta; infatti, il suo nome vuol dire lucertola re. Presentava un corpo molto allungato e serpentiforme, con una lunghezza che poteva toccare i 20 metri. Pare che come le attuali balene possedeva uno strato di grasso sottocutaneo, che lo aiutava a non disperdere il calore in acque fredde. La testa, se rapportata alle dimensioni corporee, risulta essere piccola ed era dotata di un muso relativamente allungato ed appuntito che possedeva 44 denti. Possedeva due pinne anteriori e due pinne posteriori molto piccole, che fanno presumere la sua origine dalla terraferma. Si parla quindi di un caso di convergenza evolutiva. I fossili di questo animale risalgono a circa 40 milioni di anni fa (Eocene superiore).

domenica 6 dicembre 2009

Megalodon: il re estinto degli squali


Il suo nome vuol dire grande dente poichè sono stati ritrovati denti appartenenti a questa specie della lunghezza massima di ben 20 cm. Ha vissuto circa 1,5 milioni di anni fa (anche se c'è chi afferma che esistesse fino a 10.000 anni fa). Si pensa che questo animale potesse raggiungere mediamente i 15 metri di lunghezza per un peso di oltre 20 tonnellate. Con tali dimensioni probabilmente era in grado di cacciare anche le grandi balene. Ci sono vari ed accesi dibattiti a livello tassonomico (di classificazione). C'è infatti chi afferma che il grande squalo bianco di oggi sia il diretto discendente del Megalodon, chi invece dice che si tratta di due specie che sono imparentate, non da una diretta discendenza, ma che posseggono un antenato comune. Quindi secondo quest'ultima teoria il Megalodon potrebbe essere incluso in un genere diverso da quello attuale (lo stesso dello squalo bianco). Pare, tuttavia, che quest'ultima seconda ipotesi sia quella più accreditata e sarebbe più corretto chiamare la specie Carcharocles megalodon

Qui in foto la ricostruzione della mandibola di Carcharodon megalodon (o più correttamente Carcharocles megalodon) sulla quale sta seduto un uomo che ci rende meglio l'idea delle reali dimensioni. C'è da sottolineare che in passato gli scienziati hanno esagerato a disporre i denti nella ricostruzione, inserendo solamente quelli più grandi e in numero superiore rispetto al normale, proprio come nella foto.